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Friday, December 15, 2006

Confession of a morally inferior mind

Meditavo, nel corso della solita coda sull'A4 l'altro giorno; mentre negli Usa le distanze si esprimono in tempi di percorrenza e non in miglia, da noi non si può mai sapere quando si arriva.
Improvvisamente, la rassegnata quiete dell'ingorgo mangia produttività generatore di polveri sottili, destinate (anche, spero) ai polmoni dei rosso verdi che hanno bloccato la costruzione della Bre-Be-Mi, viene rotta da uno strombazzamento insistito.
Tutti dietro di me si fanno da parte disciplinatamente (siamo al nord) e aprono un corridoio centrale, essendo la corsia di emergenza inagibile per lavori. Anch'io dò strada, pensando a un malore, o al solito politico in ritardo con l'aereo, al Magistrato in trasferta. Invece mi sfreccia al fianco una Mercedes scura con cassa da morto a bordo. Il morto aveva furia?
Dàaai, erano i suoi parenti evidentemente ad averne, al limite il prete se c'era; infatti il catafalco era seguito da una scia di sette otto vetture anch'esse strombazzanti stile matrimonio.
In quell'istante, confesso che l'associazione mentale è stata tra il catafalco che fende le folle, sospinto al cimitero da parenti affranti ma frettolosi, e una frase al sen di Marco Cappato sfuggita : "Serve fare presto, Welby è sempre più grave"; teme che "il caso Welby" si spenga (anche nel senso televisivo) prima di farlo spegnere?
Checcevolete fà, m'è venuto spontaneo, è quell'idiosincrasia per i "puri" e i "disinteressati" che mi trascino appresso da sempre; ammetto di essere moralmente inferiore, non è un caso che esponga il famoso apposito banner.
Spero sinceramente per Welby persona, che si "risolva" tutto al più presto e col minor dolore possibile, per lui e i suoi cari. Nella mia insensibile abiezione morale, spero che si risolva presto anche il caso Cappato, malato terminale di pensiero debole da tempo sottoposto ad accanimento terapeutico.

UPDATE 16/12:

Welby e' libero di fare della propria tragedia un caso politico : è chiaro che si!

Il Coopetitor risponde come piace a me a questa mia banale confessione di inferiorità morale e porta la discussione ai piani alti.
Non cade nella trappola dello scontato pensiero debole che ingorga giornaletti e blog, del solito fariLaico stracciamento di vesti, come del resto fa la gran parte dei suoi commentatori politically correct, (dovrebbero cambiare la solita Eprom: non sono moralista non sono cattolico e neppure Theocon; la risposta predigerita per il mio caso particolare non è nelle cartucciere standard). Al contrario, imposta una bella critica sul piano logico.
Rispondiamo nel merito, liberando dapprima il campo dai dubbi estremi: lungi da me articolare tesi di auto-strumentalizzazione di Welby su Welby; una possibilità peraltro che - ti è sfuggito, caro Coopetitor - darebbe senso (logico) alle posizioni di chi creda alla sacralità assoluta della vita; il che non è certo il mio punto. Lungi da me anche credere che Welby sia nuts. Non sono così sofisticato, nè tantomeno così banale, pur essendo moralmente inferiore.
Trovo del tutto evidente inoltre che la politicizzazione del caso sia una precisa volontà di Welby stesso, quindi, concordo che i "Puri", i "disinteressati" (mica ci sono solo i radicali ehh, magari!), lottino sinergici per il medesimo fine suo.
Solo che, scusa Nullo ma questo cosa significa? Kant a parte, non sarebbe strumentalizzazione questa, da un punto di vista anche solo puramente semantico?
La trasformazione di una persona in un "caso" (così morfologicamente simile a "cosa"), per un irriducibile individualista come me è già di per sè strumentale.
Del resto anche il Cristo, per fare un paragone "alto" in termini di umana sofferenza, fu conscio di essere "strumento" del Padre (l'Agnello, animale sacrificale=strumento, che toglie i peccati del Mondo), ma ciò non sminuisce certo il valore della sua "missione" e del suo sacrificio, anzi li esalta.
Chiarito questo, cioè che di fatto per me i "puri", i "disinteressati" stanno strumentalizzando un pur condiscendente Welby, arriviamo alla parte più ignobilmente inferiore del mio ragionamento.
I "Puri", con Welby, desiderano di fatto che muoia come un cane (l'eutanasia si applica regolarmente agli animali domestici), e cosi (riporto il tuo passo) "chiede che vengano approvati gli strumenti legali per una morte meno dolorosa, e piu’ dignitosa. Una morte, senza vergogna, alla luce del sole (e poi il buio); una morte non solo giusta (nell’ingiustizia della natura), ma anche legale".
Personalmente dal basso della mia abiezione, valuto il ragionamento come statalista (legificare, normare ulteriormente invece di delegificare), inefficace e fallace; lo riformulerei se consenti (senza bada bene cambiare l'output fattuale) come segue: "chiede di poter applicare il suo riconosciuto diritto di decidere sulle cure cui sottoporsi o non, in modo informato; chiede inoltre, come da prassi medica consolidata e da suo diritto, di essere supportato non solo nella tutela o non della sua salute secondo le sue insindacabili decisioni, ma anche in una efficace terapia palliativa del dolore". Punto.
Welby e quelli nelle sue condizioni, in buona sostanza, sarebbero un non caso:
a) la legge li tutela GIA', qualsiasi sia la decisione sulla LORO vita;
b) chi mai può essere contrario a una "riformulazione" del genere? Non certo la Chiesa, nè organi corporativo sindacali dei medici, nè comitati pseudo-scientifici e molto etici e pure politici.
A prova che già funziona già così, dobbiamo riportare i casi dei Testimoni di Geova defunti rifiutando trasfusioni ( o erano Mormoni?), o il caso di quella donna che non volle farsi amputare un piede e quindi morì, o lo stesso papa Wojtila che non volle farsi ricoverare al Gemelli etc.etc.?
Allora perchè è andata storta nel caso in questione?
Perchè questo è stato volutamente strumentalizzato, da Welby stesso in primis; la risposta ai "Puri", ai "disinteressati" paladini suoi, da parte dell'establishment corporativo medico scientifico politico e della Magistratura, è stata uguale e contraria: "pura" e "disinteressata" quanto la strumentalizzazione (consenziente) del caso, e quindi per la definizione stessa di disinteresse, disumana e deresponsabilizzata.
Chi semina Cappato, raccoglie tempesta.

22 Comments:

Anonymous nullo said...

welby è libero di fare della propria tragedia un caso e strumento politico. le libertà individuali sono civili e politiche.

15/12/06 1:58 PM  
Anonymous nullo said...

coop, ti ho risposto con un post - coopetition-flag accesa

15/12/06 6:01 PM  
Anonymous Snake said...

By the way, anch'io stamane mi sono fatto i miei bei km di autostrada (anche se in Sardegna le chiamiamo superstrade), circa 200 km tra andata e ritorno e ho sorpassato una macchina mortuaria con bara dentro. Non c'entra un granché col post, ma la circostanza era simile alla tua e ho voluto segnalarla per la coincidenza degli eventi. Io ho solo riflettuto (anch'io sono solito riflettere nel traffico, per non scoppiare dal nervoso) che per allargare la superstrada in questione (la Carlo Felice), stanno mangiando risorse e stanno impiegandoci anni. Uno spettacolo e uno spreco obbrobriosi.
Just an ordinary Snake's day.
Ciao Abr!

15/12/06 10:41 PM  
Blogger Abr said...

Welby è libero di fare come crede della tragedia non sua ma DI TUTTI ("nessuno di noi uscirà vivo di qui").
Scusa, cosa vuoi dire?
Io sono altrettanto libero di riportare unamia associazione di idee su una frase di Cappato che lui coinvolga, se ha consapevolamente e coraggiosamente scelto di usare la sua sofferenza per fare politica. L'ho già detto che sono lo scorretto dr.House de' noantri, no?

16/12/06 12:14 AM  
Blogger Abr said...

Grazie nullo, vengo a trovarti.

16/12/06 12:15 AM  
Blogger Abr said...

Snake, qui je ne frega nulla della produttività, questa è la verità.
Un amico con una impresetta edile mi raccontò un nanetto: prese un lavoro stradale per un comune, e riuscì a finire i lavori prima dei tempi stabiliti, per cui rimosse la segnaletica di lavori in corso e di deviazione che ostruiva al strada.
Nel giro di mezzora, fu raggiunto dall'assessore incazzatissimo: "Che fa er fenomeno? E noi che figura ci facciamo con tutti gli altri lavori? Rimetta subito in piedi cantiere e cartelli!".
E lui fu costretto, nonostante i lavori fossero finiti, a lasciare la deviazione e una ruspetta lì ferma immobile per altri 10 gg.
Così vanno le cose quaggiù.
Ciao Snake, Buon Natale!

16/12/06 12:20 AM  
Anonymous supramonte said...

"ai polmoni dei rosso verdi che hanno bloccato la costruzione della Bre-Be-Mi"
a me non risulta che la costruzione sia iniziata, non mi risulta neanche che sia mai stata data la copertura finanziaria... :D

scherzi a parte, sul caso welby si scontrano opposte ideologie. il punto chiave secondo me è che, nonostante le rassicuranti certezze semantiche, che pongono un limite ben definito che nella realtà non esiste, c'è un'evidente zona grigia tra eutanasia e rifiuto dell'accanimento terapeutico. credo anche che welby sia un caso di prigionia in questo limbo semantico...

16/12/06 11:44 AM  
Anonymous nullo said...

buongiorno coop,

perche' ci sia strumentalizzazione, hai ragione, non e' sufficiente che ci sia comunione di fini; ma e' sufficiente che i fini della persona in questione non vengano ignorati. quindi se, controfattualmente, avvesse Welby preferito una "soluzione" alla battaglia politica, i radicali sarebbero andati avanti comunque, allora c'e' strumentalizzazione. ma se il controfattuale non e' vero, e trovo difficile immaginare come quello scenario si sarebbe potuto sviluppare, allora non c'e' strumentalizzazione.

su eutanasia - accanimento terapeutico: continuare a sostenere che il caso welby potrebbe essere risolto con meno di quello che welby e i radicali chiedono mi sembra un'altra maniera per negare a welby la liberta' di politicizzare il caso.

su gesu': mi sembra che cristo, sulla croce, abbia dubitato - e questa potrebbe essere la differenza che rende il suo caso uno di strumentalizzazione

16/12/06 1:55 PM  
Blogger Abr said...

Bentornato supramonte. La opertura finanziaria di Bre-be.mi e di altre grandi opere? Hai ragione, non esisteva .. per quanto riguarda quella STATALE.
Il problema è che DiPietro non ci arriva e i rosso-verdi rifiutano ideologicamente di comprendere lo strumentopolo (cfr Disney Channel) noto il letteratura come PROJECT FINANCING.
Per questo solo demagogico fatto (oltre che propalare falsità al popolino bue e ai giornalai ancora più buoi) andrebbero inibiti da ogni incarico pubblico ed espulsi dal regno, ;-)
Ci state costando millenni/uomo in produttività, teratonnellate di polveri e anni di vita in meno.

Su Welby, concordo che ci muoviamo in una area grigia, per definizione ai limiti.
Contrariamente a te però, credo che il caso Welby sia stato volutamente spinto nell'area confusa (per quella necessità strumentale di cui alla risosta a nullo), mentre poteva essere facilmente riconducibile a un caso già tranquillamente normato.
Solo che quello che si cerca, non prendiamoci per i fondelli, non è la soluzione di un caso umano, ma una vittoria politica. Niente di male, basta dirlo. Ed esporsi, come nel caso del referendum sulle staminali, a scofitta certa. Per aver fatto di tutto e di più per ricompattare il nemico, contro tutte le regole della guerra dettate da Sun Tsu.

16/12/06 2:37 PM  
Blogger Abr said...

buongiorno coop,
il nostro differenziatore è che continui a dare al termine "strumentalizzazione" una valenza morale (negativa).
Credevo di essermi spiegato sulla sua connotazione per me neutra con l'esempio di Cristo.

Al proposito del suo dubbio, non spezzare il senso di quello che dice: "Allontana da me l'amaro calice se puoi; ma comunque sia fatta la tua volontà".
Anche Welby ugale, se non sta fingendo (e non credo proprio): non ha sicuramente "goduto" di farsi "caso", di immolarsi gandhianamente.

E chi nega a Welby la facoltà di politicizzare il suo caso?
Solo che, ragazzi, à la guerre comme à la guerre: chi di politizzazione vuol ferire, di polit. deve essere pronto a perire.
Il fatto che credi di aver ragione, non vale nulla, quando ti confronti sul piano dei rapporti di forza.
Se sbagli tattica e sottovaluti l'avversario, perdi anche se credi di ever ragione; esempio sul referendum fatto sopra per supramonte.

Il mio punto è che la TATTICA è sbagliata, oltre che, non neghiamocelo, la filosofia di fondo.
Da una parte (la mia), si sostiene il diritto a VIVERE individualmente come ci pare e piace (cure o non cure incluse); dall'altra parte, si fa un doppio errore esiziale:
a) si tira dentro la MIA vita lo Stato, con le sue leggi e i suoi maledetti Comitati Etici;
b) si farnetica di un ipotetico diritto a morire.

Per me siamo al delirio: la morte non è un diritto, è il nostro destino. Che non è ingiusto come dici tu nel tuo post, è e basta.

E mi fa specie che non se ne rendano conto, che l'eutanasia è solo uno step nella cultura nazicomunista della selezione e della morte.
Oggi "tagliamo" chi soffre e lo chiede, domani taglieremo chi "soffrirà" e non se ne rende conto poverino: gli "asociali", i come me "spaesati" da un punto di vista politico, i moralmente inferiori.

Cuccùuu Copopetitor, sveglia finchè siamo in tempo!

16/12/06 3:03 PM  
Blogger Abr said...

Sory nullo per la "p" finale in più: "Coopetitor".

16/12/06 3:06 PM  
Blogger Abr said...

Ah, dimenticavo un punto fondamentale supramonte: checcentra l'accanimento terapeutico, da un punto di vista teorico e fuori dal caso particolare?

A parte il sospendere le cure, io posso decidere in piena coscienza anche di NON curarmi.
Per motivi etici (i TdGeova), morali (il piede da amputare), razionali (Wojtila), etc.etc.

Non è campato in aria, ho diversi casi di ciò nella mia famiglia.
Tutte serene e consapevoli decisioni di VITA (la sua qualità), mai di morte ("dolce morte" è una bufala).

16/12/06 3:15 PM  
Anonymous Maedhros said...

Completamente d'accordo, Abr!

I radicali, soprattutto quelli folgorati sulla via del socialismo, avrebbero bisogno di una lunga vacanza.

E se penso alla pagliacciata che contestualmente stanno portando avanti alla Mangiagalli di Milano, mi sorprendo a sperare che sia tanto lunga da strizzare l'occhio all'eternità.

16/12/06 7:54 PM  
Anonymous nullo said...

coop, ci stanno un bel po di cose su cui rispondere, quindi forse dovrei farlo un'altra volta, con calma.

la TUA vita? e dov'è che io propongo di intralciare la tua vita?

dov'è che dico che la morte è ingiusta? il mio accenno è al fatto che quello che è successo a welby, rispetto alla media nazionale, potrebbe essere detto "ingiusto". e quindi si, in questo caso, diritto a morire, in anticipo. non confondiamo semanticamente due cose completamente diverse: "morire" e "morire a tx", cioè quando ti pare e piace.

poi sul fatto che l'eutanasia sia il primo passo per la selezione articificiale, per favore dimostramelo

17/12/06 3:45 AM  
Anonymous supramonte said...

sulla bre-be-mi: di pietro ha detto chiaro e tondo: volete farla? trovate voi i soldi... penati è favorevole, formigoni è favorevole... che aspettano?

sul caso welby: guarda, io non credo che welby possa fare a meno di curarsi: il punto è che c'è un vuoto legislativo e non può staccare la macchina, è obbligato a sopravvivere. per me, che non ho dei criteri di giudizio, è sbagliato accanirsi così. detto questo, non ho una posizione in merito all'eutanasia se non che è un argomento che andrebbe dibattuto tra tecnici (medici, filosofi..) perchè il confine è labile. a parole siamo bravi tutti a tracciar confini netti e invalicabili, ma nella realtà i criteri di scelta sono complicati. la sentenza ci ha detto chiaro e tondo che c'è un vuoto normativo: colmiamolo. discutiamo sul come, ma facciamo un passo avanti.

sulla strumentalizzazione: c'è, ma l'ha voluta welby. io non ho nulla in contrario a una politica che si occupi anche di questi temi. solo mi danno fastidio coloro che vogliono importi le loro certezze un campo così delicato, che la pensino in un modo o nell'altro... soprattutto se è tutta una questione di convenienza politica, di voti.

17/12/06 11:45 AM  
Blogger Abr said...

Tnxs Maedhros, i radicali sono specializzati nel rinforzare i loro nemici oltre ogni rosea aspettativa (dei nemici).
La riscoperta della loro anima reale socialista sta facendo emergere un mostro fatto di individualismo normato dallo Stato. Semplice ossimoro? No, anticamera del neo-socialismo reale.
Ma non solno solo i radicali il problema, è il politically correct che impedisce di ragionare, troppe cose vengono date per scontate in quanto correct.

17/12/06 5:38 PM  
Blogger Abr said...

nullo, credevo fosse chiaro: la TUA(mia) vita da normare, s'intende come la NOSTRA, cioè quella di tutti.
Sinceramente, ma non sei stanco di lacci e lacciuoli statalisti su come organizzare la vita e pure la morte?

Inferisco che per te la morte sia ingiusta, dal momento che scrivi:"..una morte non solo giusta (NELL'INGIUSTIZIA DELLA NATURA), ma anche legale ..".
Peggio ancora, è la natura che sarebbe ingiusta, perchè mal si concorda con le aspirazioni individuali all'immortalità "corretta"?
Una vota un tizio mi disse precisamente questo: che il destino dell'umanità è quello di socnfiggere la morte. Peccato che sconfiggerebeb contemporaneamente anche la vita, pensai tra me e me ...
(immortalità implica fine del pro-creare ..).

Stendo oi un velo pietoso sul quella storia della "morire in modo legale": morire è un "dovere" umano che viene prma della "legge" (se mi è consentita la battuta).

Non l'eutanasia (mezzo) ma bensì il "comitato Etico" è il primo passo!!!
Maledetti statalisti!
Non lo devo dimostrare, ho solo tirato alle estreme ipotetiche (in potenza, non in atto, ma lei m'insegna ...)conclusioni.

A questo punto dovresti aver capito che lo STATALISMO SOVIETICO - do you remember what "Soviet" means? - è la mia preoccupazione massima.

Vuoi che rimaniamo più terra terra, senza dipingere scenari "worst case"? (qui invece sono io che insegno come sia LA metodologia progettuale principe; ma i sedicenti "scienziati" politici queste elementari cose da non le immaginano nemmeno, mentre compulsano paper e libri per corroborare la loro cultura opinonistica e fallace).

L'ho scritto chairamente mi pare come si dovrebbe e potrrebbe fare, nel caso e in generale, ma tu sfuggi da quella mia analisi.

La verità, caro Nullo, è che c'è una precisa volontà di creare, oltre al caso, anche il "mostro" (cioè gli oppositori alla PURA e DISINTERESSATA soluzione), in modo da ottenre la più classica delle "vittorie politiche". Esattamente come al referendum ...

L'altro aspetto che qui non discuti nullo, è la differenza profonda tra cultura della morte (eutanasia) e quella della vita (qualità della). Le parole sono importanti.

17/12/06 6:19 PM  
Blogger Abr said...

supramonte, non fingere d scordare che la PRIMA misura presa da Penati quando fu eletto, fu proprio quella di tagliare la Bre-be-mi.
La scusa era (come nelle migliori tradizioni delle scuse) impeccabile: prima bisogna fare la tangenziale esterna di Milano.
Cioè dopo il ponte sullo Stretto :-D

Su Welby invece, io credo che lui abbia il pieno diritto di decidere come e se curarsi. Non ripeterò il caso oramai noioso della donna che non si fece amputare il piede etc.etc.
Non solo, ma ha anche il diritto di cambiare idea quando e come crede (abbiamo un malato cosciente!).

Finalmente uno che esprime in pieno la posizioen esattamente contraria alla mia! Io sono esattamente per il cotnrario di quanto scrivi: delegificare, espellere lo Stato dalla sfera delle decisioni individuali, fuck off comitati "tecnici" (etico-politici).

(Inciso: chissà perchè, quando si devono prendere decisioni come la Brebemi o il Ponte, è la politica che deve decidere e mai i tecnici quelli veri, sulal base di dati scientifici quelli sì, su percorreze produttività inquinamento etc.etc.; se invece l'argomento è ascientifico (dai risvolti etici, morali, al più definibile per mezzo di convenzioni insulse (ect piatto, cuore fermo da più di x etc.etc.), allora sì che spuntano fior di "tecnici"??!! Che sarebbero poi gli operatori di rianimazione??!!!???!!! Ma mi faccia il piacee mi faccia, tanto varrebbe far decidere alla Fiom. Fine inciso)

Come e se curarmi lo decido io, se sono capace di intendere e volere. E come detto, mi riservo pure il diritto di cambiare idea.
Nella mia inferiore moralità, ma di questo sorry sono certo, è quello che esigo per me e per tutti. E che c'è già, basta non tirarci dentro i cani magistrati e i bastardi politicanti.
Bastava dirlo così, e il povero Welby sarebbe già spento.
Ma i veri scopi erano altri, pure di Welby stesso beninteso (e qui finalmente, sull'ultimo tuo paragrafo, siamo perfettamente d'accordo).

"Facciamo presto, Welby si sta aggravando": la frase andrebbe scolpita sull'Altare della Patria, al posto di "Un popolo di eroi, di navigatori di santi" etc.etc.

17/12/06 6:37 PM  
Anonymous nullo said...

inguistizia della natura è chiaramente una battuta contro il revanescismo cattolico anti-darwiniano. e cmq si riferisce alla tragedia individuale di welby, non alla morte di tutti. la morte ci accomuna, ma purtroppo o perfortuna, non la morte di welby. quella è una tragedia che trascende la maggior parte di noi (mi sembra di averlo già detto, ma non mi ricordo). sullo statalismo (lo sai che sono statalista:-)), come ti ho appena risposto da me: mi sorprende che tu ti opponga allo stato anche quando legalizza per liberalizzare, si auto-riduce, come in questo caso. ma immagino, visto il tuo worst case scenario, che tu non sia d'accordo che questo è un caso in cui lo stato si autoriduce, e liberalizza.

non sto seguendo attentamente, dico la verità, il tuo scambio con supramonte, quindi spero di non ripetere cose che vi siete detti: ma il fatto che legiferare su queste questioni sia difficilissimo oltre che delicatissimo impone prudenza, calma, e riflessione, ma non credo che questo imponga, come mi sembra suggerisca tu, inattività

le tue ultime parole mi hanno colpito, però non ho capito bene a cosa tu ti riferisca: ti sembra che, facendo la battaglia politica che stanno facendo i radicali, si sacrifichi il primato della vita, e della sua qualità: a me sembra il contrario. è proprio per difendere la vita (bella, buona, e giusta) che vogliamo concedere il diritto di rinunciarvi.

17/12/06 8:07 PM  
Blogger Abr said...

nullo, felice e confortato che tu faccia battute sulla natura, non l'avevo colta.
Ammetterai che se era contro il revanscismo etc.etc, era abbastanza criptica (a parte che, cosa c'entra?).


So bene che non sei statalista, anche se a mio avviso il tuo lato "social" non ti ha ancora consentito di portare il ragionamento alle sue "estreme" conseguenze, riconoscendo nello Stato gran parte dei nostri problemi di convivenza, ma anzi chiamandolo a scendere in campo per dirimere le questioni controverse: ruolo paternalistico nel nome della "democrazia" (=demagogia).

Stato che "Legalizza per liberalizzare": per me è un altro ossimoro.
Lo Stato deve starne fuori per liberalizzare dalla maggir parte dei temi; Leave us Alone.
Normare per me è il contrario di liberalizzare.
Tempo fa, quando lo votavo, Pannella disse: "se arrivassimo al potere, faremmo una legge di un solo articolo: tutte le norme esistenti sono abolite".
C'è stata un filino di involuzione ripetto a quei tempi, ammetterai.
Senza menzionare poi gli scenari "evolutivi" che certe decisioni possono prendere.

Sei ingiusto ad accusarmi di "inattività"; dico che anzi la soluzione pratica sarebbe a portata di mano, già normata, pronti via.
Altro che pronunce della magistratura e susseguenti decisioni politiche "imboccate".
So bene che la mia opzione è "impolitica", nel senso che rappresenterebbe una vittoria solo per il buonsenso e per le condizioni di Welby, e non per i politicanti.

Sono felice che le mie ultime parole ti abbiano colpito, perchè la mia critica al comportamento radicale è su due piani collegati, uno tattico (già detto, i radicali sono abilissimi a rafforzare i loro nemici), un altro più profondo.
Le parole sono importanti: "logos", le parole sono IL pensiero.
Lottare per il "diritto alla morte dolce" è entrare nel regno dell'assurdo semantico, della farneticazione ("diritto alla morte", e "dolcezza della morte").
Ricordo che il sintomo della dittatura illiberale, del regime sovietico - Soviet significa COMITATO - è lo stravolgere il senso delle parole.

Invece, per me avrebbe senso enorme lottare per riaffermare il diritto di tutti alla qualità della propria vita, alla autodeterminazione individuale, alla faccia di Comitati (Soviet) Etici. Diritto che sta già scritto, ma che i radicali con le loro improvvide inizaitive hanno di fatto consegnato nelle mani della cara Magistratura che non vedeva l'ora.
Mi rendo conto che la donna che non si amputa il piede e muore, non fa scendere in piazza nessuno.
Sta di fatto che oggi, dopo il caso Welby, mi sento oggettivamente meno libero. E sentitamente ringrazio.

18/12/06 1:59 PM  
Anonymous supramonte said...

"Finalmente uno che esprime in pieno la posizioen esattamente contraria alla mia! Io sono esattamente per il cotnrario di quanto scrivi: delegificare, espellere lo Stato dalla sfera delle decisioni individuali, fuck off comitati "tecnici" (etico-politici)"

belle parole, ma non hanno alcun aggancio con la realtà. qui bisogna decidere la sottile linea rossa tra omicidio e suicidio. si parla di legge, di vuoti normativi...

21/12/06 7:47 PM  
Blogger Abr said...

supramonte, bastava dicessi che le parole che uso sono un po' forti forse (e pure piene di mis-type), ma belle ...
Non so, forse mi spiego male.
Prova a fare l'esercizio: ragionare semplice.
Sta in costituzione, il concetto di libertà individuale e di consenso informato. Il fatto che io sia perfettamente libero di decidere se e come curarmi. Il fatto che io debba essere aiutato a non soffrire (non a morire).
Non serve normare un tubazzo.
Questo è un fatto acquisito; fino a quando non sono intervenuti i radicali, ovviamente, consegnando pure questo al Soviet dei magistrati. Clap clap, complimenti. Ribadisco, dalla spintanea pronuncia della magistratura, mi sento
mollto meno libero.
Tieni presente, non so se sai, che a me già mi faceva girare di molto il fatto che in Italia il MIO corpo, una volta morto, non è a disposizione dei miei eredi ma dello Stato. Lo sapevi questo? Terribile.
Il vero punto di differenza tra noi è la tua fiducia nella "norma", e quindi nella politica (che la fa) e nella magistratura (che la "stimola" in Italia e che la applica). Sei un Democratico; io invece sono per la Libertà Individuale.
In casi come questi, la sottile linea rossa divide democrazia da libertà, e si deve decidere se stare di qua o di là. Io ho deciso, e tu?

21/12/06 8:56 PM  

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